L’aria oltre la porta di pietra era irrespirabile. Dopo qualche passo in un corridoio angusto, davanti a noi si aprì una caverna freddissima e umida, dalla forma irregolare. Sulla nuda roccia , al centro della stanza, c’era un tavolo di noce intarsiato, ma gonfio di muffe e umidità, dall’aspetto traballante. Sul tavolo erano disposte in maniera metodica dozzine di piccoli oggetti che Revan riconobbe come suoi. Alcuni di questi erano forse stati prelevati dai suoi rifiuti, come bottiglie di vino pregiato che ricordava di aver bevuto, bozze di quadri, un paio di vecchi abiti; alcuni altri erano oggetti preziosi che Revan aveva pensato fossero stati rubati dal suo servitore Glarim quando era fuggito da Sandpoint con il suo denaro: un pettine d’argento e un ventaglio pregiato proveniente da Osirion. A capotavola vi era una sedia dallo schienale alto, e i braccioli lordi di sangue rappreso. Il quadro era irriconoscibile talmente era sporco di sangue e carne putrida. A un paio di passi dal tavolo principale ce n’era uno più piccolo, imbandito con centrini di pizzo, piatti di porcellana colmi di carne umana cruda e brulicante di vermi, posate di argenteria e calici di cristallo colmi di sangue marcio e gelatinoso. Su una sedia, vicino al tavolo, c’era Aldern Foxglove, che ci vide entrare con stupore. Aldern era irriconoscibile. Nonostante fosse abbigliato con un magnifico abito di velluto porpora e pizzi di pregio, le sue fattezze erano diventate orribili. Aveva occhi allungati e bianchi come il gesso. Il volto era grigio e solcato da profondi segni di denutrizione, le sue dita e il suo cranio allungati a dismisura. Gli erano cresciuti artigli e zanne sottili ed affilate. Nella mano destra teneva un rasoio da guerra Varisian, affilatissimo, un piccolo gioiellino intarsiato con il manico in avorio. Nella sinsitra teneva un copricapo macabro, fatto da diversi strati di pelle di volti umani ricuciti tra loro con spago nero. Non ebbi dubbio che era con quello che Aldern rimuoveva il viso alle vittime e incideva il simbolo della runa Sihedron sui loro corpi. Il retro della caverna dietro di lui era di un colore e di una forma indefinibile: una massa spugnosa e verde scuro di muffe macchiate di funghi umidi simili a masse tumorali o organi gonfi al punto di scoppiare. Creste ossee e macchie scure abbozzavano sulla parete la forma di un uomo.
Aldern schizzò in piedi non appena ci vide. Improvvisamente l’orrore deliziato sul suo viso si tramutò in stupore, quando vide Revan entrare nella grotta, con la lanterna in mano. Da quella bocca deforma uscirono parole di passione:
You! You’ve come to me! I knew my letters would sway your heart, my love! Let us consumate our… our… hunger!”
“I wonder how your deaths shall affect your friends. What things might you have done that will go unfinished? What will those broken promises spawn? How will your murders shape the world?”
Aldern combatté come una tigre mordendo, graffiando e vibrando terribili colpi con il rasoio da guerra, ma alla fine anche lui non ebbe speranze contro il nostro gruppo. Colpito da incantesimi e fendenti violentissimi, anche il mostro cadde a terra come un sacco di stracci.
Il gruppo si divise gli averi del nobile, poi passò ad ispezionare la stanza nel dettaglio. Oltre agli oggetti personali di Revan, tra i quali una lunga treccia di capelli neri, sul tavolo trovammo un anello di chiavi d’argento con attaccato due chiavi: la prima una grande chiave di ferro con un grosso opale, la seconda piu piccola e lunga, aveva la testa a forma di leone ruggente, e terminava con tre ganci disposti a raggiera. C’erano anche diversi ritratti a carboncino della ragazza di K0rvosa impegnata in scene erotiche irripetibili. In mezzo alle bozze, trovammo una lettera stropicciata in una calligrafia che non era quella di Aldern. Era scritta in Taldane (la lingua comune):
Aldern,
ci hai servito molto bene. Le consegne che hai mietuto nelle caverne hanno superato le mie aspettative e ogni mia speranze. Puoi considerare il tuo debito con i Fratelli completamente saldato ora. Ma ho ancora bisogno di te, un ultima volta. Quando ti risveglierai dalla morte, la tua mente sarà sgombra e capace di comprendere questo incarico piu di quanto il tuo attuale stato non ti permetta.
Ricorderai il funzionamento del rituale Sihedron, ne sono certa. Sembravi lucido, in quel momento. Ma se dopo la tua rinascita dovessi accorgerti di averlo dimenticato, ritorna nella tua dimora a Magnimar. I miei agenti ti contatteranno in tempi brevi, non c’è bisogno che tu disturbi ancora i Fratelli. Ti fornirò la lista delle vittime designate per il rituale Sihedron entro due giorni. Impremiti la lista in mente e distruggila prima di cominciare il lavoro. Coloro che ho selezionato devono essere marchiati prima di morire, altrimenti non saranno di alcuna utilità al mio maestro e l’avidità delle loro anime sarà sprecatà. Se qualcuno dovesse intromettersi però, potrai farne quel che preferisci. Mangiali, straziali, o trasformali in fantocci, non mi interessa.
La Tua Signora, Wanton of Nature’s Pagan Forms
Ai piedi della parete coperta di muffe oscene, c’era una scatola di legno pregiato a sette punte, affondata nella melma. Bruciando le muffe con acqua santa, abbiamo trovato una bacchetta. Tesla intascò la scatola che identificò come un filatterio ormai rovinato.
La nostra missione era finita laggiù. Lasciammo la casa a piedi levati.

